Cosenza
Grande archivio di archeologia, tradizioni, artigianato, cerimonie di antica civiltà, folclore e gastronomia, la città di Cosenza si potrebbe descrivere unicamente con il connubio di tre colori: il verde della freschezza, il castano dell’alacrità ed il grigio dell’inspiegabile.
Esiste una incessante continuità tra passato e presente e il paesaggio del Cosentino evoca emozioni oggi come ai tempi di Federico II. È un mondo messo insieme dai greci del’VIII secolo a.C., dai bruzi, dai romani e poi rivisitato dai bizantini, dai saraceni, dai normanni, dagli angioini e dagli aragonesi.
Il territorio della provincia di Cosenza occupa la porzione centro – settentrionale della Calabria, dalla costa ionica a quella tirrenica, dal massiccio del Pollino all’Altopiano della Sila Grande.
La varietà dei paesaggi è infinita, non solo per la presenza di mari, montagne e pianure; ma all’interno delle stesse fasce costiere, degli stessi massicci montuosi, si risveglia una potente diversità tra i singoli frammenti di costa, di collina e di pianura.
Tutto è diverso da tutto.
Ed è proprio questo aspetto incantevole e affascinante del paesaggio di Cosenza, che produce nel visitatore una sensazione di disorientamento, che si trasforma ben presto in stupore e meraviglia, di fronte a tanta bellezza.
Da una parte l’ordinata scacchiera della città bassa, moderna, posta nel fondo della valle, con i suoi lunghi viali, le moderne architetture, le vetrine dei negozi e i caffè; dall’altra il nucleo antico, aggrappato al colle Pancrazio e ancora denso di atmosfere medievali.
Due città separate ed unite, entrambe vive in maniera diversa.
Punto di incontro tra città vecchia e città nuova, sulla riva sinistra del fiume Busento, è Piazza Campanella, che vede nascere sul suo lato orientale la Chiesa di San Domenico, fondata con l’annesso Monastero nel 1448, ma rifatta nel XVIII secolo.
Ai piedi del nucleo antico di Cosenza ha origine il famoso Corso Telesio, importante e suggestiva arteria che sale tortuosa al cuore più antico dell’abitato, caratterizzato da vie strette e tortuose spesso interrotte da gradinate e sottopassi. Chiamata fino al 1898 “Strada dei mercanti e degli orefici”, conserva ancora oggi tutto il fascino medievale e riesce a far rivivere quella che un tempo era la vocazione artigiana e mercantile.
Di antichissime origini è la Cattedrale; risalente al XII, venne rinnovata in forme gotico - cistercensi nella prima metà del secolo successivo, fu rimaneggiato a partire dal 1748, secondo il gusto barocco del tempo.
Dall’alto della città domina possente il Castello, edificato probabilmente dai Normanni e trasformato in un primo momento da Federico II, in seguito dagli Angioini, che lo elevarono a dimora reale.
Cosenza è , come già detto, città d’arte, patrimonio di esperienze, di intelligenza, di operosità, di artigianato; un artigianato secolare che non ha mai perso la sua autenticità: ne sono testimoni le Scuole degli scalpellini di Rogliano, degli orafi di san Giovanni in fiore, dei liutai di Bisignano e dei tessitori di Longobucco, che ancora producono su telai a mano tappeti e coperte dai disegni tradizionali.
La fama di città colta e sapiente riecheggia ancor oggi, grazie al vasto e moderno complesso dell’Università di Calabria, innovatrice per le architetture del suo Campus ed il passato ritorna nella vita quotidiana della gente grazie ai numerosi centri di aggregazione culturale, dall’Antica Accademia Cosentina alla Casa delle Culture inaugurata nel 1997.
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