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Ecomuseo delle Ferriere e Fonderie di Calabria - Bivongi

Dal mare di Kaulon alle industrie Borboniche delle Serre.

Nella vallata del fiume Stilaro, nella quale insistono i centri ubani di Bivongi, Pazzano e Stilo, ed in parte del territorio montano delle Serre Calabre, con il comune di Mongiana, Fabrizia, Guardavalle, Spadola e Cardinale, per oltre 2000 anni hanno “operato” una moltitudine di popolazioni che oltre a dotare il comprensorio di interessanti monumenti legati a vari aspetti colturali, hanno disseminato l’intero comprensorio di una cospicua presenza di resti materiali legati alle attività produttive “industriali”, imperniate principalmente sulla siderurgia e sulla metallurgia (miniere, ferrerie, fonderie, villaggi minerari, ecc..). Queste attività, erano favorite dalla ricchezza mineraria del sottosuolo e dalle ideali condizioni morfologiche e idriche, che consentivano la trasformazione e la lavorazione in loco dei minerali e dei metalli. Questo comprensorio che si estende dal mare Jonio sino alle Serre Calabre, si colloca ai nostri giorni, tra le pochissime realtà territoriali italiane in cui, in una ben circoscritta area, si conservano molte testimonianze monumentali ed archeologiche, che sin dal tempo dei Fenici, giungono fino agli anni cinquanta del secolo appena trascorso. Molti sono ancora oggi i toponimi che ricordano l’antica vocazione del comprensorio dello Stilaro: Camini, Bivongi, Forno, Argentera, Argastili, Argalia, ecc.. Dimenticare le attività insustriali operanti nel territorio e dimenticare che la vallata dello Stilaro fu la culla della rivoluzione industriale meridionale. Oggi, per salvaguardare i luoghi della memoria industriale presenti nella vallata dello Stilaro e nelle Serre Calabre, è in atto l'istituzione di un Ecomuseo denominato " delle ferriere e fonderie Calabre". L'Ecomuseo, si identifica, con un'area geografica, interessata a molteplici aspetti culturalie ed ambientali, con particolare riguarda alla cultura materiale e all'Archeologia Industriale, che conserva ancora a distanza di decenni, emergene monumentali, ambientali, storiche, sociali ed economiche che in passato erano volano di sviluppo e crescita economica per un intero comprensorio. L'ecomuseo delle ferriere e fonderie di Calabria, anche nella sua fase embrionale, è oggi compreso tra i 35 principali siti archeo-industriali distribuiti su tutto il territorio nazionale e per la valenza culturale che esprime è stato inserito in testi tecnico-scientifici di notevoe importanza (Edilizia per la cultura- Utet 2005). Un ecomuseo, a differenza dei parchi culturali o/e ambientali, tende, a non museificare, con schemi rigidi, un bene, un paessaggio o un'intera area geografica, ma tende a raccogliere e salvarela memoria collettiva di un territorio e della sua popolazione, il che costituisce in sintesi l'idea centrale dello stesso.

Recapito

89040 Bivongi - Reggio Calabria
Web site: web.tiscalinet.it/ecomuseocalabria