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Coste e spiagge

Con i suoi ottocento chilometri di costa la Calabria è una regione di mare profondamente immersa nel Mediterraneo. Hanno vissuto e vivono di mare l’economia, la cultura, la storia, il folclore di questa regione dai mille colori e dai mille profumi. Non a caso ogni tratto di costa, a seconda della vegetazione che sta alle spalle, dei tramonti e delle albe viene definita con un colore: la Costa Viola, la Costa dei Gelsomini, le Sabbie Bianche di Tropea e le Sabbie Rosse di Crotone.

 Il Tirreno

Chilometri di coste modellate dal lavoro millenario del mare. Bizzarre e spettacolari scogliere si alternano a spiagge bianche, accompagnate dall’incanto di uliveti, aranceti e vigneti. Torri di pietra che si ergono dalle onde fanno preludio al paesaggio drammatico e struggente delle pareti a picco dei racconti di pirateria. Chilometri di scogliere selvagge, angoli segreti, spiagge non deturpate, borghi medievali magnificamente conservati.

Per chi giunge dalla valle del Noce, si apre alla vista un rincorrersi di falesie, terrazzi marini, grotte dai nomi fantasiosi, archi e ponti di roccia, lunette di spiaggia, montagne pensili con lecci, eriche, lentischi e mirti. L’isola di Dino somiglia a un grosso cetaceo che emerge dal mare e andando a piedi da Fiuzzi a San Nicola Arcella si resta abbagliati dai colori e dallo scintillio del mare. Lungo la litoranea il paesaggio varia: promontori, terrazzi quaternari con alveari di case e, sulla costa, una serie di scogliere artificiali. Prima del porto di Cetraro appare all’improvviso la scogliera di Rizzi, con pareti alte un centinaio di metri. Dopo san Lucido, fra i lidi affollati delle marine di Torremezzo, Fiumefreddo e Longobardi, si incontrano spiagge libere e appartate, e poco più a sud, fra Marina di Belmonte e Amantea, affiorano poco lontano dalla riva gli scogli d’Isca, per i loro meravigliosi fondali sede di un’oasi del WWF. A Pizzo, dove si assaporano gustosissimi tartufi gelato ed una vivace atmosfera medievale, inizia l’alta e rocciosa costa Verde, con brevi spiaggette ed improvvise insenature di bianca sabbia quarzosa.

I faraglioni di Parghelìa, conosciuti come la Pizzuta, annunciano Tropea, emblema tirrenico della Calabria turistica. La natura va a briglie sciolte: le baie sabbiose sono disperse in una costa frastagliata e lo scenario che si gode da Capo Vaticano, nonostante il proliferare di strutture per le vacanze, è di una bellezza struggente. Qui viveva un vate al quale si rivolsero di volta in volta Ercole, Enea e Ulisse prima di affrontare i terribili mostri Scilla e Cariddi.

La spiaggia di Grotticelle è sabbiosa, ma dal mare emergono scogli che rendono ancora più attraente il luogo; più avanti dal Belvedere si scende verso la Praia du Focu, una spiaggetta con scogli di varia forma che emergono dal mare cristallino. I maestosi uliveti nella piana annunciano poi Gioia Tauro ed il suo importante porto, che dopo lustri di polemiche è finalmente una realtà.

Da capo Barbi inizia la costa Viola. Viola è il colore del mare, l’aria si tinge di viola al tramonto. Un giro in barca lungo la costa tra Palmi e Bagnara dà suggestioni antiche: i paesaggi descritti da Omero sono ancora tutti lì, intatti.

Nella baia della Tonnara a Palmi un ulivo nato sulla punta di uno scoglio guarda una delle spiagge più belle della regione. Sono incantevoli anche le spiagge di bagnara, vicino al porto, e pochissimi chilometri più a sud c’è Favazzina, con il suo litorale coperto di aranceti. A Scilla i pescatori raccontano che certe notti si possono ancora sentire i canti delle sirene: per un’antica leggenda sono i lamenti delle donne calabresi che preferirono gettarsi in mare piuttosto che onorare il letto dei turchi.

 Lo Ionio

Ecco la Magna Grecia. Sulle rive di questo mare, tanto cantato da Pindaro, sono nate da Sìbari, Crotone e Locri, ma anche i secoli successivi hanno continuato a mettere in scena spettacoli di storia e cultura. Da nord verso sud inizia la stupenda visione di Rocca Imperiale, arroccato su un poggio e controllato dal vigoroso castello. Più avanti, a Roseto Capo Spùlico, da una roccia a picco sul mare il castello chiamato “Castrum Petrae Roseti” veglia sul golfo di Sìbari, che offre acque cristalline e azzurre, larghe spiagge sabbiose ornate da pinete litoranee. Villa piana Lido fa tornare ala mente i lidi della Romagna: il suo mare ha fondali bassi e le “passeggiate” nell’acqua durano centinaia di metri. A Marina di Sìbari i suoi  laghi ricordano paesi lontani della Normandia, con le barche parcheggiate sotto casa.

La litoranea verso Crotone rasenta il mare. Correnti e mari mossi hanno formato le sabbie e le ghiaie di punta Alice, con ricchissime fioriture di gigli e papaveri intorno ai resti del tempio di Apollo Aleo: è la zona di Cirò, un’oasi coltivata a vigneti di eccellente prodotto. Porta del Marchesato è Sròngoli, dove la spiaggia si allarga per l’apporto del fiume Neto. A Crotone la costa si innalza  e forma il promontorio sul quale sovrasta la colonna di Hera Lainia. La costa d’argilla cade ripida sul mare protetto dell’Area marina di Capo Rizzuto. Particolare è la spiaggia di Le Castella, con la suggestiva fortezza che sorge su un’isoletta presso la costa.

Catanzaro Lido è un folto quartiere. Il mare è splendido, e al largo vivono pesci luna, pesci pappagallo, pesci volanti  e tante varietà di madrepore. Più avanti Squillace dà il nome al golfo di virgiliana memoria e su un tratto di costa è stato costruito il parco Archeologico di Scolacium.

Soverato col suo ampio lungomare è la spiaggia “in” del Catanzarese. Da qui la costa ha un andamento rettilineo, con chilometri di spiagge bianche, abbaglianti, quasi deserte fino alle foci del leggendario Stilaro. Da Monasterace a capo Bruzzano la spiaggia è rettilinea, continua e ben nutrita.più avanti gi approdi delle navi magno- greche e dei traffici mediterranei e, al di là della cost, sulle colline, i rifugi delle incursioni saracene: Bova, Roghudi, Condofuri.

La costa dei Gelsomini, con quell’indolente vivacità sentita da Cesare Pavese che visse  a Brancaleone, ha un fascino tuttora intatto.

È il litorale di un’arcana bellezza, dalle bianche fiumare che scendono dall’Aspromonte, dell’isola grecanica, di capo Spartivento, di capo d’Armi, di Mèlito di Porto Salvo.

Approfondimenti

La Costa degli Achei

Con il nome di Costa degli Achei, con chiaro riferimento alla frequentazione achea della zona e relativa fondazione dell'antica colonia di Sybaris, si indica quel tratto di costa dell'alto ionio calabrese compreso tra la foce del fiume Ferro a nord e la foce del Trionto a sud, Dettaglio

 

La Costa degli Aranci

Posta nel cuore della Calabria, in provincia di Catanzaro, . si identifica l'intero tratto di costa del litorale ionico della provincia di Catanzaro, compreso tra la foce del fiume Tacina a nord, e la foce dello Stilaro a sud, da dove inizia la provincia di Reggio Calabria. Dettaglio

 

La Costa degli Dei o Costa Bella

Tra le zone costiere più belle e suggestive del meridione d'Italia, la Costa degli Dei” o “Costa Bella” si estende sul tratto tirrenico compreso tra i comuni di Pizzo a nord e Nicotera a sud, inglobando tutte le altre località presenti sul cosiddetto Corno di Calabria Dettaglio

 

La Costa dei Saraceni

Tra le zone costiere più selvagge e storicamente ricche del litorale ionico, e` il tratto di mare che va da Montegiordano fino a Catanzaro Lido, includendo la Piana di Sibari, si estende nella parte più orientale della Calabria intorno alle colline del Marchesato di Crotone, delimitato dai corsi del fiume Neto a nord, e del Tacina a sud. Dettaglio

 

La Costa Viola

Proseguendo lungo il litorale tirrenico della Calabria, a sud delle vaste piane di Rosarno e Gioia Tauro inizia la Costa Viola, breve tratto litoraneo della provincia di Reggio Calabria caratterizzato da alte e frastagliate costiere che strapiombano sul mare. Dettaglio

 

La Riviera dei Gelsomini

La Costa dei Gelsomini (o Riviera dei Gelsomini) è il nome con cui si identifica una zona costiera della provincia di Reggio Calabria bagnata dal mar Jonio... Dettaglio