IL PROFUMO DEL PANE
di Mario De Rosa
Sostavamo bambini
sulla vecchia ampia scala
che saliva in soffitta,
per giochi d’emozioni
fra nascondigli misteriosi.
Rimboccate le maniche,
mia madre,
con le braccia a stantuffo
impastava farina
col suo viso arrossato
come il fuoco del forno panciuto.
Lei spostava i tizzoni di lato
con il “mocho” non ancora inventato
e smorzava la vivida brace.
Movimenti decisi,sicuri, modellavano
quel morbido impasto
trasformandolo in pani.
Su di essi l’ultimo inciso
per formare una crosta,una croce!
Poi la pala viaggiava,infornava,
e di nuovo appariva.
Noi piccoli grandi aiutanti
ad attender le pizze roventi
dall’aspetto invitante.
E il profumo del pane
che avvolgeva la casa,
lungo il tempo non l’ho
mai scordato,
né mia madre che l’ha
faticato.
(da Canti del Pollino)


