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Venerdì Santo: 'A NACA - Catanzaro

Venerdì Santo

2 Aprile 2010

            Centro Storico di Catanzaro

‘A naca

Tutti gli anni, il venerdì Santo ha luogo a Catanzaro un interessante avvenimento religioso che affonda le sue radici nel lontano Seicento (periodo della dominazione spagnola), la "Naca". Si tratta di una processione che si snoda per le vie e le piazze del centro storico cittadino.

Dopo il Concilio di Trento, infatti fu vietato tenere queste rappresentazioni nelle Chiese, per questo motivo i membri delle confraternite, portarono tra le strade e le piazze delle proprie città, queste manifestazioni di fede, arricchendole di segni e simboli nuovi. Certamente questa tradizione anche dopo molti secoli, si è mantenuta tra i catanzaresi, anzi sicuramente la Naca, è la processione che più di ogni altra, viene seguita dai cittadini del capoluogo. Molti però pur seguendola con passione e fede, conoscono poco la storia, i significati ed i simboli che la caratterizzano. Partendo proprio dal significato, quindi dal termine dialettale Naca, l'etimologia della parola viene dal greco e significa Culla, in pratica la portantina dove Gesù è deposto. La Naca è ornata di damasco, raso e seta, di fiori, lumi ed angioletti di cartapesta, uno dei quali porta i simboli della Passione: il calice, i chiodi ed il martello. Questa veniva portata a spalla dai rappresentati delle corporazioni dei mestieri, per molto tempo infatti ebbero questo privilegio i calzolai, i contadini e gli artigiani.

Oggi invece la Naca, viene portata dai rappresentati delle forze dell'ordine, nell'ultimo periodo i Vigili Del Fuoco. L'andamento dei portatori, deve essere leggermente "annacante" (dondolante).

Alla " Culla " segue la Madonna Addolorata, vestita con un abito nero e rappresentata con un cuore trafitto da sette spade. Questi sono i sette dolori della Vergine e Madre di Cristo, secondo la profezia di Simeone. La processione viene realizzata dalle confraternite e dalle cappelle delle arti e dei mestieri, fino al XVII° e XVIII° secolo di queste aggregazioni in città se ne contavano ben tredici. Oggi quelle che partecipano alla Naca, sono rimaste in quattro: La congrega del SS. Rosario che fu istituita nel dicembre del 1401 da frà Paolo di Mileto, la Confraternita dei SS. Giovanni Battista ed Evangelista fondata il 28 Aprile 1502, la Confraternita dell'Immacolata, riconosciuta nel 1685 ma sicuramente più antica e la Confraternita di Maria SS. del Carmine che fu istituita il 16 Luglio 1638.

La processione deve rispettare alcune regole che si tramandano da quattro secoli, con diverse stratificazioni: stendardo,gonfalone, croce di penitenza,gonfalone di San Giovanni, del Rosario e dell' Immacolata. A seguire le croci : nera, rossa, bianca del Carmine; rossa di San Giovanni; nera del Rosario; celeste dell'Immacolata. Seguono gli ordini religiosi, gruppi ed associazioni, i ragazzi degli istituti,i seminaristi,i diaconi, i parroci,i canonici, il vescovo, e poi la Naca, seguita dalla banda musicale, le autorità civili e quelle militari in grande uniforme, l'Addolorata e per finire i fedeli. I portatori delle croci, passati negli ultimi anni da sette a quattro, sono quasi sempre uomini che hanno da estingue un voto, tant'è che camminano scalzi, portando una corona di spine in testa e si fanno fustigare da figuranti vestiti da antichi romani. Attorno ai portatori, ci sono bambini e bambine, a testimonianza di una grazia ricevuta, indossano gli abiti di S. Antonio da Padova o di Santa Rita da Cascia o ancora il vestito della prima comunione con una fascia nera in segno di lutto. Il tutto viene accompagnato, da una marcia funebre, al suono di una tromba che emette squilli molto lenti formati da tre sole note e di un tamburo, suonato allo stesso modo, questo è il passo del Cristo che si avvia al Calvario.

La Naca appartiene all’identità culturale della Città di Catanzaro; è un atto penitenziale per i catanzaresi ed è atto di fede per i credenti locali che, invitati a rinnegare se stessi, a prendere la croce e a seguire il Cristo sofferente, vivono la processione del Cristo morto in un clima di austerità, di silenzio e di preghiera, percependo così non pochi significati del mistero della sepoltura di Gesù.