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Expansion of light thinking Joachin: una mostra-omaggio di Alfre - Cosenza

Expansion of light thinking Joachin: una mostra-omaggio di Alfredo Granata

La luce di Gioacchino

15 Maggio 2010 – Galleria d’Arte Provinciale – Centro storico di Cosenza

a cura di Loredana Barillaro

 

“E lucemi da lato lo calavrese Abate Giovacchino di spirito profetico dotato”

 (Dante Alighieri, Divina Commedia, Paradiso XII° canto)

Il pittore Alfredo Granata dedica la sua prossima mostra al monaco cistercense Gioacchino da Fiore, nato nel suo stesso paese, a Celico, nel 1130 (morto a Pietrafitta nel 1202).

La manifestazione, patrocinata dalla presidenza del consiglio dei ministri, ministero della Gioventù, dalla Regione Calabria, dall’amministrazione provinciale di Cosenza e dal Comune di Celico, sarà inaugurata, infatti, il 15 maggio prossimo alla Galleria d’Arte Provinciale (ex Ginnasio), nella salita liceo (centro storico di Cosenza).

La mostra è inserita, inoltre, nella sesta edizione del circuito museale europeo che si svolge, appunto, nella metà del mese prossimo.

Da anni Alfredo Granata (1956) è un artista che anima, in piccolo, ma con modalità ed iniziative del tutto locali, a Celico, il suo “Porto di mare”: una originale galleria-laboratorio per la conoscenza e la diffusione dell’arte contemporanea in Calabria.

Personalità poliedrica, impegnato a fare dell’arte soprattutto motivo di comunicazione sociale, Granata si è guadagnato, nel 1999, una partecipazione alla 48° edizione della Biennale di Venezia, nell’ambito del progetto “Oreste”, presentando un complesso lavoro dal titolo “arte sulla tratta ferroviaria Cosenza-Camigliatello”.

Il percorso espositivo, tra commistioni di pittura e scultura, si compone di 15 quindici lavori di cm 150X150, con un’anteprima di due pezzi di cm 400X100 che riportano inscritte le parole Superbia e Umiltà (quelle parole che hanno sempre ispirato l’intero cammino dell’opera di Gioacchino da Fiore), realizzate con trucioli di acciaio e semi di grano e illuminate da luci al neon di colore blu e rosso.

Tutte le opere sono ispirate al Sephiroth, l’albero della vita (simbolo della cabala ebraica cui probabilmente si ispirò Gioacchino da Fiore) composto da dieci entità (Corona, Saggezza, Intelligenza, Benevolenza, Potere, Bellezza, Eternità, Gloria, Fondamento e Regno), dal quale si sviluppano i lavori dell’intera opera di Alfredo Granata.

Un’esposizione ricca ed intensa, un vero e proprio viaggio mentale prima che fisico…su un itinerario tracciato secoli fa da Gioacchino da Fiore. Una sorta di rinnovato misticismo in un perfetto dualismo, quasi, fra l’abate del medioevo ed il pittore contemporaneo. Una mostra fatta di tappe, di incontri e di coincidenze.

Un’operazione culturale ricca di suggestioni, dove tutto è ordinato e ogni cosa segue un suo ritmo.

Quindici grandi tele diventano così il nucleo davanti cui soffermarsi e riflettere: fare un passo indietro nel tempo, nella storia.

E da lì ritrovare una dimensione, un “porto”, appunto, da cui ripartire e a cui fare sempre ritorno.

Una mostra che è un cammino nel tempo, su un territorio dal quale staccarsi per traslare in altri luoghi ed in altri tempi, così come fu per il viaggio compiuto da Gioacchino da Fiore nel “De Gloria Paradisi”