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Reggio Calabria

“Questo mare è pieno di voci e questo cielo è pieno di visioni. Ululano ancora le Nereidi obliate in questo mare[…]Questo è un luogo sacro, dove le onde greche vengono a cercare le latine; e qui si fondono formando nella serenità del mattino un immenso bagno di purissimi metalli scintillanti nel liquefarsi, e qui si adagiano rendendo, tra i vapori della sera, immagine di grandi porpore cangianti di tutte le sfumature delle conchiglie. È un luogo sacro questo. Tra Scilla e Messina, in fondo al mare, sotto il cobalto azzurrissimo, sotto i metalli scintillanti dell'aurora, sotto le porpore iridescenti dell'occaso, è appiattata, dicono, la morte[…] nascosta donde s'irradia la rovina e lo stritolio, ha annullato qui tanta storia, tanta bellezza, tanta grandezza. Ma ne è rimasta come l'orma nel cielo, come l'eco nel mare. Qui dove è quasi distrutta la storia, resta la poesia”.

Giovanni Pascoli

da "Pensieri e discorsi" del 1914

Così Pascoli descriveva una città magica, approdo di ninfe e di fate, terra di incantesimi e sortilegi. Reggio Calabria è un apostrofo sospeso tra fiaba e realtà, un viaggio tra natura e storia, tradizione e cultura.

Annientata dai terremoti del 1783 e del 1908, ma ben presto riemersa dal buio e riedificata, la città è ormai un’icona del Mediterraneo.

Il paesaggio, i colori, il profumo di bergamotto e di zagara contribuiscono a renderla meta imprescindibile di viaggiatori in cerca di meraviglie.

Adagiata sui prolungamenti dell’Aspromonte, Reggio Calabria sorge in una posizione davvero splendida, lungo la costa orientale dello Stretto di Messina, sul quale, nelle giornate estive particolarmente calde si può assistere alla chimerica visione della Fata Morgana, che vede la città siciliana proiettare la sua immagine sulle acque e creare una suggestiva fusione con la città di Reggio Calabria.

E se questa immagine fiabesca è percepibile da pochi eletti, dotati perché no di un po’ di immaginazione, il verde intenso e travolgente del Lungomare Falcomatà (ricordato da Gabriele D’Annunzio come Il chilometro più bello d’Italia), è tutt’altro che fantasia:  rare specie di palme esotiche, fiori tropicali e magnolie  contornano il fascino di questo luogo; ad impreziosire il tutto ci pensano poi le  giganti e colorate sculture di Rabarama, artista veneta contemporanea.

In nome di un’arte che non ha età si fondono così epoche diverse, ed alla contemporaneità si uniscono palazzi antichi come la villa Genovese- Zerbi che ricorda le costruzioni veneziane del XIV secolo, pervasa di colori caldi ed archi in stile gotico.  

Il Gotico riecheggia anche nella Cattedrale della città, dai colori chiari e luminosi.

Ma la storia capace di affascinare tutti i visitatori è raccontata dai tesori conservati al Museo Nazionale, dove sono esposte numerose testimonianze preistoriche, greche e romane, insieme ai Bronzi di Riace, vigorosi guerrieri che sembrano difendere tanta ricchezza.

La cultura ha il suo luogo simbolo nel Teatro Comunale Francesco Cilea, che rivive oggi gli splendori di un tempo.

 Infine l'Università Mediterranea, l'Università per Stranieri, l'Accademia di Belle Arti ed il Conservatorio rappresentano i “motori del sapere”, in una realtà che vanta un livello di secolarizzazione tra i più alti in Italia.

 

NON TUTTI SANNO CHE…

In via Cavour, al numero 41, si erge la casa natale del pittore futurista Umberto Boccioni, la cui celebre opera Forme uniche della continuità nello spazio è immortalata sulla moneta da 20 centesimi.

Da Reggio Calabria inizia la fortuna di Gianni Versace. Il grande stilista calabrese proprio lavorando nella sartoria della madre, in via Tommaso Gullì n. 13, scopre il suo talento e la passione per la moda. Pur vivendo e lavorando a Milano il grande sarto ha sempre avuto ben a mente le sue origini e da queste spesso ha tratto ispirazione per le sue magnifiche collezioni.

Nella cattedrale della città è ben visibile la colonna bruciata di San Paolo. Pare che il Santo, quando arrivò nella città ancora pagana, chiese ai reggini di ascoltare il suo messaggio solo per il tempo necessario affinchè un mozzicone di candela posto sulla colonna non si bruciasse. Ma i reggini, rapiti dal Vangelo, aspettarono ben oltre; così la candela si esaurì e la colonna si trasformò  misteriosamente in una vampa di fuoco.

La Processione della Madonna della Consolazione è un'imponente festa religiosa che attira fedeli e curiosi da tutte le città vicine. L'icona della Vergine adorata e portata in processione avrebbe miracolosamente salvato la città durante pestilenze e assedi turchi.

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