Pizzo
Nel suo quattrocentesco Castello, il 13 ottobre 1815, i borbonici fucilarono Gioacchino Murat, giunto dalla Corsica con pochi fedelissimi per riconquistare il regno di Napoli.
La cittadina, di origine medievale, deve il suo nome alla posizione: sorge infatti sul pendio di una rupe di tufo (“pizzu” nel dialetto locale) a strapiombo sul mare. Nonostante le recenti trasformazioni anche legate al turismo, mantiene l’aspetto tipico di un borgo marinaro, con un dedalo di vie e viuzze che si aprono in piccoli cortili, vicoli a gratinata che scendono alla marina, balconate che guardano il mare, la spiaggia e le scogliere.
Dalla piazza principale, Piazza della Repubblica, luogo d’incontro e di passeggio, e dove numerosi bar offrono i loro tavoli e dei gustosissimi gelati caratteristici del luogo, i famosi Tartufi di Pizzo, è possibile notare anche i sottostante Castello.
A nord del’abitato, sulla spiaggia, è la chiesetta di Piedigrotta, interamente scavata nel tufo come ex voto per un naufragio qui avvenuto nel XVII secolo. La solitaria cappella, eretta per custodire un’immagine della Madonna scampata al naufragio, divenne in breve tempo un luogo di culto particolarmente amato dalla devozione popolare.
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